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Tessuto, amore e fantasia.

Pubblicato : 20/02/2018 01:35:00
Categorie : Interviste artigiani Rss feed

Oggi vi presentiamo Simona Giuga che ci ha accolto nel suo laboratorio di Sassari e ci ha parlato del suo brand artigianale, dedicato ai prodotti per l'infanzia, accessori che cuce personalmente. Prodotti tessili per neonati e mamme in attesa dei loro figli come, fasciatoi da viaggio, porta pannolini, bavaglini, copertine, pupazzi e arredi per le camerette dei bimbi.
Oggetti realizzati con cura dei dettagli e dei materiali utilizzati, per realizzare un prodotto duraturo nel tempo. Ogni sua realizzazione è personalizzabile, si possono scegliere i tessuti dai toni pastello e le fantasie, così da avere un oggetto che rispecchi i gusti della neo mamma.

Simona ci ha parlato di come questo suo progetto sia nato e si sia sviluppato: ”Ho iniziato nel 2006 per caso, perché andavo in una sartoria di un'amica mentre lei era in pausa e li tra una chiacchera e l'altra, mentre lei faceva gli orli ai pantaloni, io usavo gli scarti di tessuto e facevo dei fiori, da qui nasce “I fiori di Simona”. La mia amica aveva dei barattoli pieni di bottoni vintage e perline e così ho iniziato a creare le spille a forma di fiore. Questo articolo era molto richiesto e apprezzato dalle sue clienti e così piano piano ho imparato a realizzare i primi accessori e partecipavo anche a tanti mercatini”.

Nel 2008 ha deciso di aprire una sua attività ed ha ricevuto un finanziamento regionale che è stata, per lei, una fortuna arrivata in un momento sbagliato, perché ancora non aveva sviluppato un’idea imprenditoriale. Ha lavorato per i 5 anni in cui l’apertura dell’attività era vincolata dal contratto del finanziamento regionale, periodo in cui ha aperto anche un negozio nel centro storico di Sassari, un centro storico che non da spazio ai piccoli artigiani e alle loro botteghe, ma solo ai grandi colossi della moda, ciò ha fatto sì che il centro storico si svuotasse di queste piccole attività. Nello stesso periodo è rimasta incinta di suo figlio e non riusciva più a tenere aperta l’attività e l’ha chiusa definitivamente.
Aspettato l’anno di crescita del figlio, Simona si è ributtata a lavorare da casa e si è specializzata sui prodotti per l’infanzia ed è stato un percorso che piano piano è andato avanti, si è migliorato anche grazie a ciò che offre la rete a livello di idee, ma anche di informazioni che prima dell'avvento di internet erano riservate ai grandi imprenditori, mentre ora sono alla portata di tutti, bisogna solo avere la volontà di seguire quella strada.

Purtroppo la difficoltà del lavoro dell’artigianato sta nel fatto che ciò che si crea non viene valutato come dovrebbe nel mercato e purtroppo il valore del prodotto finito, realizzato a mano, perde il suo valore, in quando l’acquirente stesso pensa che essendo fatto a mano sia facile da riprodurre anche in casa. Ciò rovina il mercato degli artigiani, ma anche gli artigiani che fanno i prezzi bassi, perché bisogna dare valore a ciò che si crea e al proprio tempo e non bisogna svendersi.
Simona a tal proposito ci fa un esempio: “uno psicologo che per fare una seduta, ascoltarti e darti qualche consiglio, si fa pagare 70 euro. Questo perché lui ha fatto i suoi studi, ha investito il suo tempo per la sua formazione e si fa pagare per quello che è il suo bagaglio culturale, quindi non diversamente l’artigiano dovrebbe essere pagato allo stesso modo, in quanto anche lui ha dovuto formarsi, ha investito del tempo e dei soldi. Quindi dobbiamo riconoscere il valore dell’arte artigiana”.

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